Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 2002  novembre 20 Mercoledì calendario

PACIFICO

PACIFICO (Gino De Crescenzo) Milano 5 marzo 1964. Cantante. Autore. Ha scelto il nome d’arte Pacifico per evitare confusioni con altri De Crescenzo e, soprattutto, perché si definisce timido, ma come l’Oceano capace di tutto se si arrabbia. Chitarrista dei Rosso Maltese (’89-’98) nel 2001 l’esordio solista con Pacifico. Ha vinto il Tenco come miglior esordiente, il Recanati e altri premi. Ha lavorato con Bersani, Celentano e Frankie Hi-Nrg; ha lavorato a colonne sonore per Muccino e Roberta Torre. «Campano di origini e milanese di adozione, ha scoperto tardi la sua vena di cantautore: per dieci anni aveva legato la sua vicenda artistica al gruppo dei Rossomaltese, come autore delle musiche e chitarrista. Poi a 36 anni ha cominciato a scrivere per altri e lentamente, ma sempre con più convinzione, a raccontare storie autobiografiche: ”Ho preso così una certa coscienza di ciò che potevo fare anche per conto mio”. Nel 2001 ha pubblicato il suo primo e omonimo disco che lo ha imposto all’attenzione di pubblico e critica come uno degli autori più interessanti della nuova canzone d’autore italiana: con il cd Pacifico ha vinto il ”Grinzane Cavour” per il miglior testo al Premio Recanati. Quindi la ”Targa Tenco” per la migliore opera prima e infine il riconoscimento assegnato dalla critica al PIM, il Premio italiano della Musica. Ha scritto la musica di Apri la bocca per Fiorella Mannoia, il testo di I passi che facciamo per Adriano Celentano e la colonna sonora del film di Roberta Torre Sud Side Stori. ”Se uno mi dice che sono stato fortunato mi piace, perché non toglie nulla al mio lavoro - osserva - Ci sono delle coincidenze importanti anche in questo mestiere: tu fai un disco e chi lo ascolta lo fa per mille circostanze diverse”» (c.m., ”la Repubblica” 19/11/2002). «Vengo da una famiglia operaia che aveva il sogno della musica. A 5 anni, in segno di riscatto sociale, mamma comperò un pianoforte. Poi si è pentita: avrebbe preferito facessi il dottore. Più avanti ho conosciuto Hendrix e Battisti. Alle superiori è arrivata la prima band: suonavamo fusion, i Clash e prog-rock. [...] In 11 anni, dall’89 al ”98, girando locali e pizzerie ho fatto la vera gavetta. A 37 anni, finito il sogno, ho deciso che sarei diventato autore per altri: per timidezza non me la sentivo di fare il cantante. Alla fine mi hanno convinto, ma temendo che mi considerassero vecchio mi presentavo ai discografici come il produttore di un giovane sconosciuto [...] Bersani e Muccino mi hanno scoperto grazie a loro amici. E Claudia Mori mi ha chiesto un testo pacifista per una canzone di Adriano: è diventato I passi che facciamo. Casi della vita: pensi che papà faceva le pulizie negli uffici del Clan» (Andrea Laffranchi, ”Corriere della Sera” 15/2/2004).