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 2002  novembre 20 Mercoledì calendario

COSTACURTA

COSTACURTA Alessandro Orago (Varese) 24 aprile 1966. Ex calciatore. Col Milan ha vinto sette scudetti (1987/1988, 1991/1992, 1992/1993, 1993/1994, 1995/1996, 1998/1999, 2003/04), cinque Coppe dei Campioni/Champions League (1988/1989, 1989/1990, 1993/1994, 2002/2003, 2006/2007), due coppe Intercontinentali (1989, 1990) ecc. Con la nazionale è stato vicecampione del Mondo nel 1994 (in tutto 59 presenze e 2 reti). Nel 2008/2009 allenatore del Mantova (B) • «Pilastro difensivo del grande Milan di Berlusconi, conosciuto con il soprannome di ”Billy”.Prodotto del vivaio di Milanello, vive da protagonista le migliori stagioni rossonere a partire dalla fine degli anni Ottanta. Con Franco Baresi dà infatti vita a una coppia di difensori centrali che entra nella storia del calcio. Per anni considerato ingiustamente il meno dotato della retroguardia rossonera (composta, oltre che da Baresi, da Tassotti e da Paolo Maldini), riesce invece a imporre tutto il suo valore anche dopo il ritiro dall’attività agonistica del più celebre compagno di reparto» (A.C., Enciclopedia dello Sport, Treccani 2002). « nettamente lui il miglior giocatore della nostra nazionale a Usa ”94, dove gioca un’edizione semplicemente impeccabile. Veste griffato, gioca in Borsa, frequenta le sfilate d’alta moda, è un grande appassionato di basket […] Con l’ex Miss Italia Martina Colombari (già ex di Alberto Tomba) forma la coppia più alla moda del calcio italiano» (Dizionario del Calcio Italiano, a cura di Marco Sappino, Baldini&Castoldi 2000). «Tempo fa, su ”Sportweek’, Severgnini stilò una lista di giocatori capaci di rimanere simpatici trasversalmente, non solo ai loro tifosi. La lista non è lunga, ma esiste. Ne fanno parte Javier Zanetti, e Rui Costa, e Tommasi. Per motivi difficilmente comprensibili, Severgnini faceva rientrare nella categoria dei ”simpatici a tutti” anche giocatori scarsamente adorabili. Severgnini citava addirittura Zenga, amato solo dagli interisti, e Costacurta, apprezzato giusto dai milanisti (e neanche tutti). Appunto, Costacurta. Un vincente, ma senza tifosi. Un difensore abile, longevo, ma non insostituibile. Si parlò molto della sua assenza nella finale di Coppa Campioni col Barcellona. Era il 1994. Senza di lui, il Milan vinse 4-0. In quella partita mancava anche Baresi, ma nessuno ha mai messo in discussione Baresi. Di Costacurta, invece, si è sempre detto che ”giocava bene perché accanto aveva Baresi”.La coppia era così affiatata che provò a sfondare in tv. Ne nacque uno spot agghiacciante. [...] Berlusconiano verace, non meno di Massaro, moderno abbastanza da avere un soprannome-sponsor (’Billy”, dal basket) e una fidanzata glamour. Costacurta ha prestato la sua esperienza e la sua espressione Mediolanum tutte le volte che ce n’era bisogno. Non ha demeritato, ma non ha neanche fatto cambiare idea ai detrattori. Il 14 dicembre 2003, Costacurta ha giocato la sua quinta finale Intercontinentale. Che di per sé è un’impresa. La ”Gazzetta”, e non solo, gli ha fatto dire che ”vedrete, vendicherò quella sciagurata partita col Velez”.Si riferiva al suo incontro peggiore, ancora in una Intercontinentale, ancora contro Carlos Bianchi. Tokyo, primo dicembre 1994. Costacurta combinò l’impensabile. Involò a rete Asad, si fece espellere. La sconfitta, 0-2, fu anzitutto sua. Non l’hanno mai perdonato. Contro il Boca Juniors, Costacurta era stato uno dei pochi milanisti a salvarsi. Ha deciso - lui non è Inzaghi - di battere uno dei cinque rigori. Il quarto. Poco conta che, prima di lui, avessero già sbagliato Pirlo e Seedorf. Poco conta che, come Baggio a Pasadena nel `94, il suo errore non sia stato quello più importante. Conta che sia stato l’ultimo, quello che si ricorda. E conta il metodo. Costacurta non ha sbagliato: è stato ridicolo, obbligando quasi Maradona (che non aspettava altro) a dire quelle cose. Non ha cancellato la precedente disfatta: al contrario, ne ha aggiunta un’altra, se possibile più imbarazzante. Hanno subito iniziato a circolare battute - bruttine - sulla sua ”zappata”, ad esempio che Saddam (arrestato quel giorno) si era nascosto dentro la buca generata dal suo rigore. La cosa più ”infamante” l’ha comunque pubblicata ”Repubblica”.Il giorno dopo la partita, il quotidiano ha disegnato gli otto rigori tirati. C’era un omino-Pirlo che si faceva parare, un omino-Rui che stranamente segnava, un omino-Seedorf che contribuiva agli esperimenti Nasa. E poi c’era l’omino-Costacurta. Un omino goffo, pasticcione, il cui tiro generava una traiettoria strana: la palla non si muoveva uniformemente, ma al contrario zigzagava, come nelle vignette in cui si ride o si dovrebbe ridere. La palla non arrivava mai. E quando arrivava, era lentissima. Costacurta ha vinto tanto. [...] Ma lo ricorderanno soltanto per quelle due volte che ha sbagliato così tanto. ingiusto, ma è così» (Andrea Scanzi, ”il manifesto” 8/1/2004).