19 novembre 2002
Il caso Miami-Dade: la maggior parte dei 750 seggi ha aperto in ritardo. Alcuni hanno addirittura cominciato a funzionare solo nel pomeriggio
Il caso Miami-Dade: la maggior parte dei 750 seggi ha aperto in ritardo. Alcuni hanno addirittura cominciato a funzionare solo nel pomeriggio. Migliaia di elettori sono stati rimandati a casa, e non tutti hanno potuto far ritorno più tardi. Jeb Bush ha dichiarato lo stato d’emergenza e ha costretto i funzionari addetti ai seggi a tenerli aperti fino alle 9 di sera, due ore in più del previsto. In alcuni casi gli scrutatori non sono neanche riusciti ad accendere i computer, altri ce l’hanno fatta ma poi non sapevano da dove cominciare col lavoro. I nuovi sistemi prevedevano l’inserimento delle cartucce d’inchiostro prima dell’uso, un’operazione che richiede circa sei minuti: presi dalla fretta, alcuni operatori le hanno estratte a forza prima del tempo rompendo tutto; è andata un po’ meglio a quelli che sono andati avanti salvo accorgersi più tardi che il sistema aveva funzionato male e centinaia di voti andavano annullati. In molti casi gli addetti ai seggi erano anziani che non avendo alcuna dimestichezza con i computer se la sono data a gambe appena vista la novità, a volte la loro sostituzione non è stata possibile. La Reno, che era data per vincente in quasi tutti i sondaggi, dice che è stato questo caos a condannarla alla sconfitta.