Michele Ainis, ìLa Stampaî 8/11/2002, 8 novembre 2002
L’edilizia penitenziaria non ha mai fatto tanti affari. A partire dal 1987 la Francia, su iniziativa del guardasigilli Chalandon, ha realizzato un programma per dotarsi di 13 mila nuovi posti; tra il 1985 e il 1992 il Regno Unito aveva già costruito 12 penitenziari, mentre altri 9 erano in cantiere; negli Stati Uniti i fondi stanziati per le carceri sono cresciuti del 612 per cento dal 1979 al 1990, nel 1994 il Congresso ha stanziato quasi otto miliardi di dollari per fronteggiare l’emergenza; dalla metà degli Anni Novanta in poi, lo Stato della California spende più in istituti penali che in istruzione pubblica
L’edilizia penitenziaria non ha mai fatto tanti affari. A partire dal 1987 la Francia, su iniziativa del guardasigilli Chalandon, ha realizzato un programma per dotarsi di 13 mila nuovi posti; tra il 1985 e il 1992 il Regno Unito aveva già costruito 12 penitenziari, mentre altri 9 erano in cantiere; negli Stati Uniti i fondi stanziati per le carceri sono cresciuti del 612 per cento dal 1979 al 1990, nel 1994 il Congresso ha stanziato quasi otto miliardi di dollari per fronteggiare l’emergenza; dalla metà degli Anni Novanta in poi, lo Stato della California spende più in istituti penali che in istruzione pubblica. In Italia una legge del 2000 (la n. 388) prevede la costruzione di 22 nuove carceri. Il bilancio dell’amministrazione penitenziaria ha superato due anni fa i 4.000 miliardi di lire (160 destinati all’edilizia).