Renato Ferraro, ìCorriere della Seraî 7/11/2002, 7 novembre 2002
Per i partiti comunisti le successioni sono spinose e destabilizzanti. «In particolar modo per quello cinese, che ha innestato il marxismo-leninismo sulla tradizione dell’assolutismo imperiale
Per i partiti comunisti le successioni sono spinose e destabilizzanti. «In particolar modo per quello cinese, che ha innestato il marxismo-leninismo sulla tradizione dell’assolutismo imperiale. Il primo erede scelto da Mao, Liu Shaoqi, era morto in disgrazia e in carcere; il secondo, Lin Piao, era scomparso in un misterioso incidente aereo mentre fuggiva in Mongolia per sottrarsi ad accuse di complotto. Il terzo, Hua Guofeng, aveva regnato per pochi mesi prima di essere deposto da Deng. Questi in seguito ha epurato il suo primo delfino, Hu Yaobang, e il secondo, Zhao Ziyang. Jiang Zemin, divenuto segretario generale dopo la tragedia di Tienanmen, a differenza di Hua Guofeng, è rimasto in sella per 13 anni» (Renato Ferraro).