Enrico Malizia, Hilde Ponti, Halloween. Storia e tradizioni e Divertimenti e travestimenti, Edizioni Mediterranee, 2002, 18 novembre 2002
Samhain. Per propiziarsi la divinità per l’anno nuovo, i druidi celebravano la festa più solenne della religione celtica, il Samhain, ”fine dell’estate” (dal tramonto del 31 ottobre al 2 novembre)
Samhain. Per propiziarsi la divinità per l’anno nuovo, i druidi celebravano la festa più solenne della religione celtica, il Samhain, ”fine dell’estate” (dal tramonto del 31 ottobre al 2 novembre). Tra i simboli più pregnanti il fuoco: bisognava saltare i falò sacri quando erano accesi, per fortificarsi e purificarsi, fuggire quando erano spenti (in origine chi non riusciva a saltarlo o cadeva durante la fuga, era sacrificato come capro espiatorio del male accumulato nell’anno trascorso). Inoltre, siccome il male passato era cancellato con l’inizio dell’anno, aggiungerne altro non recava danno: definito dagli studiosi a time of no time, ”un tempo di non tempo”, cioè un tempo sospeso, nel periodo festivo di Samhain era ammessa ogni trasgressione, violazione di convenzioni sociali e sfogo di desideri repressi.