Colin Beavan, Impronte digitali, Oscar Mondadori, 2002, 18 novembre 2002
Lettere. Nel 1888 Faulds propose invano a Scotland Yard l’idea di usare le impronte digitali per l’identificazione dei criminali e un suo sistema di classificazione per trovare facilmente le loro schede
Lettere. Nel 1888 Faulds propose invano a Scotland Yard l’idea di usare le impronte digitali per l’identificazione dei criminali e un suo sistema di classificazione per trovare facilmente le loro schede. Si trattava di associare una consonante alla caratteristica dominante dell’impronta: per esempio le lettere V e W rappresentavano le figure ellittiche in senso orario e antiorario, M e N figure che "in qualche modo ricordano delle cime montuose, M a picco vulcanico, N a forma più appuntita". Le vocali rappresentavano ulteriori elementi per descrivere l’impronta, per esempio la E indicava che l’interno dell’ellissi comprendeva un gruppo costituito da non meno di tre linee non continue.