Colin Beavan, Impronte digitali, Oscar Mondadori, 2002, 18 novembre 2002
Esperimenti. Alla fine dell’Ottocento, il medico scozzese Henry Faulds e i suoi studenti tentarono di rendere irriconoscibili le proprie impronte digitali sfregandosi le dita con rasoi, pietra pomice, carta vetrata, polvere di vetro, acidi corrosivi
Esperimenti. Alla fine dell’Ottocento, il medico scozzese Henry Faulds e i suoi studenti tentarono di rendere irriconoscibili le proprie impronte digitali sfregandosi le dita con rasoi, pietra pomice, carta vetrata, polvere di vetro, acidi corrosivi. Risultato: ogni volta ricomparivano, identiche. Altra scoperta: le impronte di bambini tra i cinque e i dieci anni, col passare del tempo, non cambiavano affatto.