Antonio Debenedetti, "Corriere della Sera", 3/11/2002 pagina 48., 3 novembre 2002
Le trattorie romane intorno a Campo de’ Fiori, dove ai tempi di Moravia, Enzo Siciliano passava spesso le sue serate con Pasolini, Bellezza e Sandro Penna: «Penna, lucido di brillantina e con addosso gli abiti di una miseria anche atteggiata, fingeva di passare per caso davanti al nostro tavolo
Le trattorie romane intorno a Campo de’ Fiori, dove ai tempi di Moravia, Enzo Siciliano passava spesso le sue serate con Pasolini, Bellezza e Sandro Penna: «Penna, lucido di brillantina e con addosso gli abiti di una miseria anche atteggiata, fingeva di passare per caso davanti al nostro tavolo. Ai ripetuti inviti a sedersi e mangiare, rispondeva di voler rimanere a digiuno. Naturalmente finiva con il cenare di gusto, tanto più sapendo che il conto lo avrebbero saldato Moravia o Pasolini. Il guaio era che finite le chiacchiere, quando tutti eravamo ormai da un pezzo a casa e immersi nel sonno, verso le tre o le quattro del mattino, Penna telefonava desideroso di riprendere le conversazioni interrotte qualche ora prima. Lui faceva della notte il giorno e non si curava, anzi nemmeno gli veniva in mente che gli altri volessero riposare».