varie, 14 novembre 2002
ANDERSSON2
ANDERSSON Kennet Eskilstuna (Svezia) 6 ottobre 1967. Ex calciatore. Ha segnato 45 gol in serie A giocando con Bologna, Bari e Lazio (campione d’Italia nel 1999/2000, sebbene con due sole presenze). Con la nazionale svedese ha conquistato il terzo posto ai mondiali del 1994. «Attaccante specialista nel gioco aereo, favorito dall’alta statura (1,93 cm), oltre a realizzare molti gol di testa si rivela prezioso ”uomo assist” per i compagni di reparto, tanto che Roberto Baggio, al suo fianco, stabilisce nel Bologna il primato personale di reti (22 nel 1997/98). Prima di approdare in Italia gioca nei campionati di Svezia, Belgio e Francia. In Svezia arriva alla consacrazione internazionale durante i mondiali di Usa 1994, quando realizza cinque reti, compresa quella momentaneo vantaggio contro il Brasile ( la partita finirà 1-1), nel girone eliminatorio. Non ha fortuna nell’occasione più importante della sua carriera, quel brevissimo periodo in cui gioca nella Lazio, proprio nella stagione 1999/2000, che vedrà i biancazzurri vincitori delloscudetto. Lui torna a Bologna e nell’estate del 2000 va a giocare in Turchia» (A.Po, Enciclopedia dello Sport Treccani, Treccani 2002). «Da giovane ero una belvetta, uno dal temperamento duro, un giocatore sempre corretto ma anche sempre incazzato. Il mio primo allenatore, Svante Larsson, me lo diceva sempre: ”Se non riesci a controllare il tuo carattere non diventerai mai qualcuno”. Avevo diciassette anni e non riuscivo a gestirmi. Una volta, ancora dodicenne, in un riscaldamento pre-partita un mio compagno di squadra mi tolse il pallone prima dell’ultimo tiro: gli diedi uno schiaffo e lui pianse. Da quel giorno, non mi ha mai più tolto nulla […] Da giovane, diciamo dieci chili fa, ero un’ala veloce e capace di fare cross perfetti. Tanti credono che sia nato come boa in mezzo al fronte d’attacco, ma ho sempre saputo fare gli assist. E tirare ottime punizioni. […] Fu Ulivieri a farmi diventare così. […] Provengo da una famiglia di atleti: mio padre Bernt, mia sorella Christina e mio fratello Lenhart praticavano tutti l’atletica leggera» (Matteo Dalla Vite, ”Guerin Sportivo” 17/11/1999).