Sarah Boxer, "la Repubblica" 12/11/2002, pagina 45., 12 novembre 2002
«C’era affetto tra me e mia madre, me e mio padre, ma ci beccavamo in continuazione, ci scambiavamo battute, anche ostili a volte
«C’era affetto tra me e mia madre, me e mio padre, ma ci beccavamo in continuazione, ci scambiavamo battute, anche ostili a volte. Per quanti errori abbiano fatto, i miei genitori mi volevano bene e mi avevano a cuore. Desideravano per me tutte le cose che vuole un genitore, che non diventassi un delinquente, che andassi a scuola, al college, che facessi qualcosa nella vita. Furono traumatizzati dalla Grande Depressione. Mio padre si arrabattava con un milione di lavoretti, e anche mia madre dovette mettersi a lavorare. Non hanno mai scoraggiato la mia passione per lo spettacolo ma sarebbero stati molto più sereni se avessi scelto di diventare un medico o un avvocato».