varie, 13 novembre 2002
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Grafton Anthony
• 21 maggio 1950. «Uno dei più apprezzati docenti di storia dell’Università di Princeton. La sua ricchissima bibliografia offre testi sul matematico e astrologo rinascimentale Girolamo Cardano (il libro è stato pubblicato in Italia da Laterza), un lungo saggio su Leon Battista Alberti, un testo che è già considerato un classico della cultura umanista intitolato Bring out your dead: the past as revelation. Ha dedicato venti anni allo studio dell’opera di Joseph Scaliger, e in Rome Reborn (Roma rinata) ha analizzato la Biblioteca Vaticana con un misto di estasi e rigore scientifico. [...] Prevede di consegnare alle stampe una Storia del Rinascimento per la Penguin, un libro sul mito di Faust e l’astrologia nella Germania rinascimentale, ed un nuovo saggio per cui ci si può aspettare che si parli di Swift, cocomeri e raggi di sole (’La cultura della correzione: una storia sociale e culturale delle correzioni dal Rinascimento ad oggi”). [...] ”Il rischio di ogni accademico è l’autocelebrazione e l’insularità. Ogni studioso, a partire dal sottoscritto, tende ad estremizzare l’importanza della sua ricerca, ritenendo chiunque si trovi in disaccordo come il responsabile di un errore morale. Col tempo ho imparato che non esiste odio maggiore di quello filologico: supera perfino quello teologico. Di fronte a questo modo di pensare e di impostare la propria esistenza ritengo che l’ironia sia un antidoto impagabile. E il primo autore che mi viene in mente è proprio Swift”» (Antonio Monda, ”la Repubblica” 12/11/2002).