Cristo si fermato a Eboli, di Carlo Levi, Einaudi, 12 novembre 2002
Ricordi di un immigrato in America. "La vita è triste, tra quei grattacieli, con tutte quelle straordinarie comodità, e gli ascensori, le porte girevoli, la metropolitana, e sempre case e palazzi e strade e mai un po’ di terra
Ricordi di un immigrato in America. "La vita è triste, tra quei grattacieli, con tutte quelle straordinarie comodità, e gli ascensori, le porte girevoli, la metropolitana, e sempre case e palazzi e strade e mai un po’ di terra. Viene la malinconia. La domenica mattina si saliva in treno, ma bisognava fare dei chilometri, per trovare la campagna! Quando eravamo arrivati in qualche posto solitario, diventavano tutti allegri come ci si fosse tolti un peso di dosso. E allora, sotto un albero, tutti insieme, ci si calava i pantaloni. Che delizia! Si sentiva l’aria fresca, la natura. Non come in quei gabinetti americani, lucidi e tutti eguali... E, quando avevamo finito, gridavamo tutti insieme: "Viva l’Italia!" Ci veniva proprio dal cuore".