"Il cretino in sintesi", di Fruttero & Lucentini, Mondadori, 12 novembre 2002
Avarizia. "Gli avari veramente, disperatamente, classicamente avari (come non tanto quello di Plauto, che è in realtà un bonaccione, ma quello ben più tremendo di Molière) non riescono a esserci antipatici
Avarizia. "Gli avari veramente, disperatamente, classicamente avari (come non tanto quello di Plauto, che è in realtà un bonaccione, ma quello ben più tremendo di Molière) non riescono a esserci antipatici. La loro passione per il tesoro accumulato o in via d’accumulazione è tale, da escludere ogni pensiero utilitario e ridursi in definitiva a contemplazione pura, rigoroso ascetismo, non privo d’una sua maniacale grandezza. Non per niente lo stesso san Tommaso, con precisione aristotelica, include tra i vizi spirituali l’avarizia giunta a quest’estremo".