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 2002  novembre 12 Martedì calendario

COPELAND Stewart Alexandria (Stati Uniti) 16 luglio 1952. Batterista (ex dei Police). Infanzia trascorsa tra Beirut e Londra (suo padre Miles era una delle più famose spie americane durante la Seconda Guerra Mondiale, poi tra i fondatori della Cia) [

COPELAND Stewart Alexandria (Stati Uniti) 16 luglio 1952. Batterista (ex dei Police). Infanzia trascorsa tra Beirut e Londra (suo padre Miles era una delle più famose spie americane durante la Seconda Guerra Mondiale, poi tra i fondatori della Cia) [...] ”Un batterista deve sempre fare uno sforzo in più per dimostrare di essere un musicista vero”» (Laura Putti, ”la Repubblica” 17/8/2003). «Ha sganciato il ”drumming” dalle abitudini del rock, ha venato di reggae il suo cuore pulsante, ha mescolato stili e riferimenti mettendosi al servizio dell’ultima grande rivoluzione del suono britannico. Il suono dei Police non sarebbe stato lo stesso senza il suo ritmo e il suo stile, la new wave, in fondo, avrebbe avuto un altro sapore senza il suo drumming, che ha influenzato una intera generazione di batteristi. Ha rotto gli argini ed ha contribuito a portare il suono della batteria in primo piano per una gloriosa stagione. Dopo di lui sono arrivate le batteria elettroniche i suonatori dei tamburi del rock sono tornati nell’ombra, nascosti in fondo al palco, a sudare e pestare forte per tener dietro agli umori di chitarristi e cantanti tornati ad essere star» (e.a., ”la Repubblica” 3/11/2002). «Esistono suoni inconfondibili, che si fanno riconoscere dopo la prima battuta: la chitarra di Hendrix o quella di Santana, la tromba di Miles Davis, la voce di Billie Holiday. Lui ha reso inconfondibile il ritmo di una batteria. Prima nei Police di Sting, poi dentro colonne sonore memorabili come quella per Rumble Fish di Francis Ford Coppola, il suo ritmo di ”controcanto” rispetto alle linee di basso è stato consegnato alla storia del rock per l’originalità assoluta che lo caratterizza. Uno stile che ha fatto scuola. Ma si è spinto più in là: dopo le colonne sonore (e anzi, come spiegherà lui stesso, grazie ad esse) è diventato un compositore d’orchestra, caso forse unico di un compositore batterista. […] ”Ho cominciato a scrivere musica per orchestre dopo lo scioglimento dei Police, quando ho avuto l’opportunità di comporre colonne sonore per i film. La cosa meravigliosa è che sei obbligato a passare dalla scrittura per una formazione jazz a quella per un gruppo rock, da una grande orchestra a suoni elettronici, dipende dal tipo di film, ovviamente. Ho imparato molto, soprattutto per quanto riguarda la scrittura per grandi formazioni […] Quando scrivi per un film lavori per un’altra persona, il regista, ma puoi andare in ogni direzione, ignorando le formule e i soliti quattro strumenti che ingabbiano la musica di una rock band, per esempio. Il pop e il rock sono limitati nei loro scopi, la musica per film copre ogni aspetto e ogni suono della vita. Dal momento in cui ho capito la relazione tra la musica e il dramma, ho deciso che non avrei più usato un brano rock, come ad esempio feci in Rumble fish […] Il mio lavoro e la mia carriera è comporre ma il mio hobby e la mia passione è suonare la batteria. Sono diventato una ”rockstar del weekend’. Così quando sono stato invitato dai Doors su un palco di fronte a una grande platea, accettare mi è sembrata la cosa più naturale del mondo”» (Carlo Moretti, ”la Repubblica” 3/11/2002).