Varie, 12 novembre 2002
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Harvey Phil
• Evanston (Stati Uniti) 25 aprile 1938. Uno dei più ricchi e anomali pornografi d’America, proprietario della più grande azienda americana di vendita per corrispondenza di oggettistica erotica, è anche uno dei più attivi benefattori dell’America contemporanea. «Aveva vent’anni quando si laureò ad Harvard in lingue slave. Era il 1960, e come molti dei giovani suoi contemporanei era imbevuto di idee umanitarie. Così, invece di cercarsi un posto e “sistemarsi”, partì alla volta del mondo, per andare a fare volontariato. E atterrò in India, dove per vari anni lavorò nelle associazioni che sfamavano i bambini. Oggi ricorda: “Ogni anno aumentavamo le derrate, ma non erano mai sufficienti. Poi capii: il problema era la sovrappopolazione. Se volevamo aiutare quella gente, dovevamo insegnarle il controllo delle nascite”. […] Con la mano sinistra vende vibratori e film a luci rosse ai consumatori statunitensi, con la destra porta nei paesi più poveri profilattici, volumi di istruzione, assistenza anti-aids. È il Robin Hood del sesso: sfrutta la voglia di erotismo dei ricchi, per assicurare una vita sessuale sana ai poveri. È il più improbabile degli zar porno. Non ha l’atteggiamento sguaiato di Larry Flynt. Non ha i modi untuosi da playboy alla maniera di Hugh Hefner o Bob Guccione. È un normalissimo manager: occhiali, camicia a scacchi, modi semplici. D’altronde, nella pornografia è caduto per caso. Tornando dall’India, Harvey decise di creare insieme a un amico inglese, il medico Tim Black, una società per la vendita di profilattici per corrispondenza a “prezzi politici”. Il ricavato sarebbe servito a spedire profilattici in India, da vendere a un centesimo l’uno. Allora era vietato fare questo tipo di commercio per mezzo postale, ma i due giovani decisero che “era ora di disubbidire a una legge ingiusta”. Nel giro di pochi mesi, le ordinazioni divennero gigantesce, e il gruzzoletto per i loro piani umanitari andò crescendo. Col tempo, inclusero altri oggetti erotici: biancheria osè, creme lubrificanti, manuali di sessuologia. E i soldi crebbero vertiginosamente. In pochi anni, la loro azienda divenne un gigante, mentre di pari passo cresceva anche l’altro lato della medaglia, la società umanitaria. Ma negli anni Ottanta arrivò alla Casa Bianca Ronald Reagan, che lanciò una campagna contro la pornografia. E nel 1986 gli uffici della Adam and Eve vennero presi d’assalto da agenti armati. Ma Harvey non era un pornografo qualunque, era un idealista che considerava la pornografia – “consensuale e non violenta” - un diritto sacrosanto di una società libera. Armato di legali, fece causa al governo, e la vinse. Ma da allora, spiega che nel catalogo accetta solo prodotti approvati da una commissione di sessuologi: “Vendiamo solo roba che risponda ad appetiti sani e non istighi al sadismo”. Avendo salvato la gallina dalle uova d’oro, ha potuto dedicarsi sempre di più alla lotta umanitaria. […] Uno dei successi più importanti, si sta registrando in Etiopia: qui vende all’esercito i profilattici, ancora a un centesimo l’uno, ma in cambio i soldati hanno l’obbligo di portarne uno con sé durante la libera uscita. L’esercito dell’Etiopia ha oggi il più basso tasso di contagio da Aids del continente africano: il 4 per cento, contro una media del 40 per cento. E in parte, lo deve ai vibratori fluorescenti, alle bambole gonfiabili, ai film sul Kamasutra che Harvey vende, con grande discrezione, alla massaia del Nebraska, al cowboy del Texas, alle coppie del Maine» (Anna Guaita, “Il Messaggero” 2/11/2002).