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 2002  novembre 11 Lunedì calendario

LAMBERTUCCI

LAMBERTUCCI Rosanna Roma 30 novembre 1945. Conduttrice tv. Ha debuttato in Rai nel 1980 con il programma S come salute in onda su Raidue. Dal 1981 è diventata conduttrice, nonché autrice di Più sani e più belli che è poi passato su Raiuno ed è stato trasmesso per altre sedici edizioni. Come giornalista, ha anche collaborato con testate come ”Gente” e ”Grazia”. Ha pubblicato alcuni volumi, tra i quali La salute vien mangiando • «[...] inossidabile salutista tv. ”Venivo da giurisprudenza, ho cominciato a occuparmi di salute per motivi personali [...] mi ero sposata a diciannove anni, ho avuto molte peripezie per avere la mia unica figlia e questo mi ha costretto a frequentare molto gli ospedali e la medicina [...] Sei gravidanze andate male, ho perso sei figli. Un’esperienza drammatica che mi ha segnato [...] Avevo forse trascurato dei campanelli di allarme. Ho capito sulla mia pelle l’importanza dell’informazione e della prevenzione [...] Casualmente, quando lavoravo al Dse di Luciano Rispoli, feci con lui un programma sperimentale che si chiamava La salute del bambino [...] dietro le quinte. Ero timidissima, non ce la facevo proprio ad andare in video. Era il 1978 [...] avevo già lavorato come autrice in un programma che si chiamava la Parola ai giudici, e che era più affine ai miei studi [...] Mio padre lo persi a dieci anni, in un incidente stradale. Mia madre ebbe accanto un carissimo amico di famiglia che poi sposò: Achille Gallucci, capo della procura di Roma negli Anni di piombo. Eravamo nel mirino [...] Scortati giorno e notte, con le macchine blindate. Ho brutti ricordi di quegli anni, vedevo l’ansia di mia madre [...] L’anno del delitto Moro, il 1978, fu infernale. Non vivevamo più. Ci trasferimmo in una casa all’Eur con vetri antiproiettile, sbarre, ingresso controllato dalla polizia. Un inferno. Nel 2003 quando Achille morì ritrovai tutti i poliziotti della scorta, erano stati parte della nostra famiglia [...] diedi molti esami ma non mi laureai, avevo cominciato a lavorare in tv [...] Più sani più belli. Cominciammo nel 1981. Fu una mia idea, solo per caso divenni la conduttrice. Delle prime volte ricordo un’ansia disumana, prima della diretta dovevo fare training autogeno [...] una delle prime puntate ebbi ospite Andreotti che parlò dell’emicrania [...] Andreotti veniva a giocare a carte da noi. Cossiga, allora presidente della Repubblica, rimase male perché invitai a presentare il mio libro Andreotti e non lui. Ma non mi sarei mai permessa di scomodare il capo dello Stato! Lo chiamai per scusarmi, da allora siamo grandi amici”. La criticavano perché in tv faceva vedere le modelle mezze nude. ”Embè? Il seno è il simbolo della maternità. Veniva Umberto Veronesi a insegnare l’autopalpazione, che senso aveva scandalizzarsi? La tv volgare è un’altra [...] Il primo reality l’ho fatto io a Più sani e più belli. Nel 1986 portai il primo gruppo di persone sovrappeso che dimagrivano con noi, durante il programma [...] Mi chiamò Gianni Boncompagni nel 1992, lavorava a Mediaset, voleva che facessi un programma con tanti giovani e che si sarebbe chiamato Rosanna contro tutti. Rifiutai e chiamò Ambra e fecero Non è la Rai. [...] Dal punto di vista economico era completamente diverso dalla Rai. Qui avevo ancora uno stipendio da impiegata, guadagnavo molto meno del regista”. E perché disse di no? ”Perché non sono avida. Sennò avrei accettato tutte le offerte che ho avuto di creare linee di cosmetica, dietetiche, diventare titolare di palestre...”. Ebbe però una disavventura per pubblicità occulta nel 1996. ”Finii nel calderone per una cosa che non c’entrava niente con un’indagine molto più ampia. Si concluse con un patteggiamento veloce, senza nessun tipo di multa ”. [...] ha la residenza a Montecarlo? ”Sì dal 1993, ma lo dico subito: pago le tasse in Italia [...] Subii un tentativo di rapimento [...] Era il 1992, stavo a Firenze, mi chiamò la Rai e mi dissero che mi stavano mandando a prendere dalla polizia. In commissariato mi fecero ascoltare la registrazione di una telefonata intercettata dove si pianificava il mio rapimento. Riconobbi la voce di una persona che conoscevo. Fu uno shock, decisi di lasciare l’Italia [...]”» (Paolo Bracalini, ”Il Giornale” 29/3/2009).