Varie, 11 novembre 2002
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Bielsa Marcelo
• Rosario (Argentina) 21 giugno 1955. Allenatore di calcio. Già sulla panchina dell’Argentina (Mondiali 2002, medaglia d’oro alle Olimpiadi 2004), adesso su quella del Cile (che ha portato ai Mondiali 2010) • «Ha allenato il Newell’s e il Velez. Poi è diventato amico del presidente federale Grondona e ha avuto in eredità la "biancoceleste". Dopo un’eliminazione secca al Mondiale, nonostante disponesse di una squadra di fenomeni, era logico attendersi il licenziamento. Ma soldi per due tecnici in Argentina non ce n’erano, così avanti con Bielsa, che a dimettersi non ci pensa nemmeno. Il soprannome di Marcelo dice tutto: "Loco". Così lo chiamano sui giornali e alla tv. Il matto Bielsa. Perché il tipo ogni tanto va fuori di testa. Fa cose del genere: insulta un giocatore che ha sostituito, come se fosse ancora sul terreno di gioco. Oppure richiama in panchina qualcuno dieci minuti dopo averlo inserito (successe con Delgado). Non parla con nessuno della stampa, salvo nelle conferenze ufficiali. Non ride mai. Passa notti insonni a rivedere filmati e a leggere libri di tattica» (Riccardo Romani, "Corriere della Sera" 19/7/2004). «Il miglior complimento che possano avergli fatto è quello di considerarlo un po’ Menotti un po’ Bilardo. La sola idea di attingere il meglio dei due allenatori che hanno regalato all’Argentina i due titoli mondiali non lo lascia indifferente [...] Uno che fa della cultura del lavoro la sua bandiera (e qui assomiglia a Bilardo) e che in campo predilige un gioco votato all’offensiva (da qui l’accostamento a Menotti) [...] Soprannominato ”loco”, matto [...] Ai suoi giocatori dà del lei [...] Racconta Sensini, che lo ebbe come tecnico nelle giovanili del Newell’s Old Boys, che anche quando lavorava con i ragazzini aveva quest’abitudine. Proprio nella squadra di Rosario inizia la carriera calcistica, difensore centrale, maldestro anzichenò. Un assaggio di serie A da calciatore (solo 4 partite), poi un infortunio lo obbliga a dedicarsi a ciò che probabilmente gli piace di più: allenare. La prima squadra che gli dà soddisfazioni è la Cuarta Especial del Newell’s, che corrisponde al nostro livello Allievi. Con Sensini in difesa e Balbo in attacco quella formazione giovanile vince e diverte in tutta l’Argentina. Siamo nell’84, qualche anno dopo gli capita sotto le grinfie un attaccante ambizioso ma un po’ sgraziato, Gabriel Batistuta, che una volta diventato uno dei migliori centravanti del mondo non perderà occasione per ringraziare quell’allenatore un po’ maniaco ma che di calcio capisce proprio tanto. Bisogna aspettare ancora qualche tempo per vederlo guidare una squadra grande. il Newell’s Old Boys che con lui vince nel 1990/91 un campionato rocambolesco dopo una doppia finale contro il Boca di Batistuta e Latorre (le due stelle sono però assenti perché impegnate con la Seleccion nella Coppa America)» (Matteo Dotto, ”Calcio 2000” n. 9/2001).