Varie, 11 novembre 2002
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BERTOLI Pierangelo Sassuolo (Modena) il 5 novembre 1942, Modena 7 ottobre 2002. Cantante. Autore. Primo artista portatore di handicap grave a diventare in Italia una star • «Il suo nome resterà per sempre legato alla prima canzone ecologista della musica d’autore italiana
BERTOLI Pierangelo Sassuolo (Modena) il 5 novembre 1942, Modena 7 ottobre 2002. Cantante. Autore. Primo artista portatore di handicap grave a diventare in Italia una star • «Il suo nome resterà per sempre legato alla prima canzone ecologista della musica d’autore italiana. Perché oltre ad essere un brano ”di protesta” che si collega alla tradizione dei canti anarchici, così forte nell’Emilia rossa, Eppure soffia seppe interpretare gli umori del movimento ambientalista che in quegli anni si andava definendo come forza politica autonoma. Denunciava ”la chimica lebbra che distrugge la vita nei fiumi” ma quella canzone venne adottata nel ’76 come un inno ottimista, sogno di un mondo diverso, un brano da suonare nelle manifestazioni o nelle prime occupazioni del movimento studentesco. Costante della carriera artistica di Bertoli, chitarrista e arrangiatore sopraffino, poeta della sua Emilia in un album dialettale come S’at ven in meint, fu quella di essere apprezzato politicamente pur avendo un profilo più cantabile rispetto ai colleghi cantautori ”impegnati”, Guccini e Lolli tra tutti. Quand’erano politiche, le canzoni di Bertoli attraversavano gli schieramenti, quand’erano poetiche possedevano lo spessore di ballate che valicavano i confini di una canzone cantata. Bertoli lasciò il suo sigillo sugli anni 70 con Eppure soffia e sugli 80 con un brano dolente come Il pescatore, interpretato con Fiorella Mannoia. Quanti l’hanno conosciuto ricordano il suo carattere fiero, la sua tenacia. ”Era un polemista nato, aveva sempre un commento da fare su quanto accadeva”, dicono i Tazenda, che in coppia con lui parteciparono al Festival di Sanremo nel 1991 con Spunta la luna dal monte. Ligabue, che fu aiutato da Bertoli ad entrare nel mondo della musica, lo ricorda ”grande per le sue doti umane e artistiche, per la sua lezione di forza e dignità”» (Carlo Moretti, ”la Repubblica” 8/10/2002). «’Ho sempre odiato i porci ed i ruffiani e quelli che rubavano il salario, i falsi che si fanno una carriera con certe prestazioni fuori orario”. Con questi versi comincia una delle sue canzoni più belle e famose [...] Era A muso duro, quasi un manifesto ideologico e comportamentale [...] Dopo esser stato congedato dalla Ricordi nonostante molti successi, dal ’92 Bertoli decise di affidare le sue canzoni a una piccola etichetta, una sorta di vendita militante. Quasi un ritorno alle origini: cominciò infatti la carriera con il suo impegno politico nella Lega del Vento Rosso, organizzazione del Partito comunista marxista-leninista di Brandirali. Era stata Caterina Caselli a lanciarlo, senza farsi scoraggiare dalle conseguenze della poliomielite che Bertoli contrasse a tre anni. Il suo primo album, Eppure soffia, portava sul retro l’unica presentazione discografica mai scritta da Guccini. L’album rivelò uno stile di canto e scrittura particolarissimo, a cavallo fra certa canzone francese e la musica popolare italiana, con echi di balera. Nonostante una passione politica a sinistra molto accentuata (e notevoli simpatie per gli anarchici, come De Andrè), si mosse bene sia nel sentimentale sia nel sociale. Per dirti t’amo è la canzone più struggente del primo album, come del resto Scoppiò un sorriso dal successivo A muso duro arrivato dopo Al centro del fiume. Affrontava tour e promozioni senza problemi, con grande forza nelle braccia e volontà. E a lui si deve la scoperta di un grande del rock, Luciano Ligabue, poi lanciato da Angelo Carrara, manager di entrambi. Molti gli altri dischi di successo, come Certi momenti che contiene la canzone Pescatore, entrata nel repertorio di Fiorella Mannoia. Negli anni ’80 ecco Frammenti, Dalla finestra, Petra. Ma quel che fa più parlare è Sedia elettrica del 1989: il brano omonimo è abbinato a uno spot tv della Lega per l’emancipazione dell’handicappato di cui Bertoli è testimonial. La casa discografica fece resistenza a pubblicare la sedia a rotelle motorizzata in copertina, ma alla fine la spuntò Bertoli. Nel ’90 l’album Oracoli in cui duetta con Fabio Concato e nel ’91 la clamorosa decisione di andare in gara a Sanremo con Disimparados (Spunta la luna dal monte) con il gruppo sardo Tazenda. E’ un grandissimo successo che si ripete solo in parte l’anno successivo con Italia d’oro, canzone politica a tutto campo: ”Romba il potere che detta le regole, cade la voce della libertà, mentre sui conti dei lupi economici non resta il sangue di chi pagherà”».