Heather Pringle, I segreti delle mummie, Piemme, 8 novembre 2002
Tecnica di mummificazione egizia. S’introduceva un tubo metallico in una narice perforando l’etmoide, osso poroso situato tra gli occhi, per estrarre il cervello; con un coltello di ossidiana veniva inciso il lato sinistro dell’addome per estrarre le viscere, di solito si lasciava il cuore; la cavità del petto e dell’addome veniva poi riempita con sacchetti di tela contenenti natron, miscela di carbonato di sodio e bicarbonato, eccellente disseccante; quindi si richiudeva e si versava altro natron sul cadavere, si strofinava la pelle con spezie, la si spennellava con resina e si fasciava infine il tutto nel lino
Tecnica di mummificazione egizia. S’introduceva un tubo metallico in una narice perforando l’etmoide, osso poroso situato tra gli occhi, per estrarre il cervello; con un coltello di ossidiana veniva inciso il lato sinistro dell’addome per estrarre le viscere, di solito si lasciava il cuore; la cavità del petto e dell’addome veniva poi riempita con sacchetti di tela contenenti natron, miscela di carbonato di sodio e bicarbonato, eccellente disseccante; quindi si richiudeva e si versava altro natron sul cadavere, si strofinava la pelle con spezie, la si spennellava con resina e si fasciava infine il tutto nel lino.