Luciano Bianciardi, Un volo e una canzone, ExCogita, 8 novembre 2002
D’Annunzio. Vene e penne. "Qualcuno dei guardiani ricorda che era capace di starsene a sedere per dodici, quattordici ore di fila
D’Annunzio. Vene e penne. "Qualcuno dei guardiani ricorda che era capace di starsene a sedere per dodici, quattordici ore di fila. Preoccupati, essi ogni tanto spiavano questo faticatore della penna, e allora vedevano sulla testa calva una vena gonfiarsi e tendersi come una corda per lo sforzo. Lavorava sodo, dimentico di tanta paccottiglia che gli ingombrava le stanze di sotto. Certo non era più lui: passata la sessantina, aveva dato il meglio di sé, e adesso gli restavano i progetti di altre quaranta opere che non scrisse mai, ma che promise al suo editore".