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 2002  novembre 05 Martedì calendario

Philippe Contamine, storico francese, esperto di guerra medievale: «In gran parte dell’Occidente, a partire dalla metà del XX secolo, la guerra rappresenta un problema: non è più solo un’attività sanguinosa e nefasta, essa è diventata assurda e incomprensibile

Philippe Contamine, storico francese, esperto di guerra medievale: «In gran parte dell’Occidente, a partire dalla metà del XX secolo, la guerra rappresenta un problema: non è più solo un’attività sanguinosa e nefasta, essa è diventata assurda e incomprensibile. Per gli uomini del Medioevo, invece, la guerra faceva parte del loro orizzonte mentale, era una possibilità inscritta nell’ordine delle cose», anche se «non era un fenomeno ossessivo». Gli eserciti non si fondavano sulla disciplina, ma sull’onore: «Ciascuno era osservato dagli altri: se la tua bandiera indietreggiava o cadeva gli altri lo vedevano, e dunque si era pregati di ben comportarsi». Tramite il diritto era avvenuto il passaggio «dallo ius ad bellum allo ius in bello, cioè dalla legittimazione al tentativo di civilizzare, addomesticare la guerra». La crociata stessa era vista come «una guerra difensiva, (...) legittima perché tendeva a recuperare la Terra Santa, occupata dagli infedeli». Una guerra più «giusta» che «santa», stando ai documenti dell’epoca.