Livia Manera, ìCorriere della Seraî 24/10/2002., 24 ottobre 2002
Non ebbe vita facile nemmeno la seconda moglie di Einstein, Elsa, nota a Berlino per la sua vanità e per quel pranzo mondano in cui, pur di non mettersi gli occhiali, aveva mangiato una decorazione floreale credendola insalata
Non ebbe vita facile nemmeno la seconda moglie di Einstein, Elsa, nota a Berlino per la sua vanità e per quel pranzo mondano in cui, pur di non mettersi gli occhiali, aveva mangiato una decorazione floreale credendola insalata. Dopo cinque anni da amante, in vista delle nozze, lui le fece sapere che avrebbe preferito impalmare sua figlia Ilse, ventenne (la quale inorridì solo all’idea). Elsa lo sposò ugualmente. Accettò persino di esser tradita, purché ciò avvenisse con regolarità (due volte a settimana) e magnificò sempre il vantaggio di avere in casa un fisico: «Riusciva sempre ad aprire qualsiasi barattolo, per quanto strano o irregolare fosse».