8 novembre 2002
Festa Matteo, di anni 17, allegro muratore di un metro e ottanta per ottanta chili. Viveva con la nonna Lidia a Cupramontana (Ancona) perché i genitori, separati da quando lui aveva tre mesi, s’erano fatti nuove famiglie: la madre, Catrari Barbara, cameriera in una pizzeria, aveva un uomo e un figlio di anni 7; il padre Michele stava a Fano con la sua nuova compagna
Festa Matteo, di anni 17, allegro muratore di un metro e ottanta per ottanta chili. Viveva con la nonna Lidia a Cupramontana (Ancona) perché i genitori, separati da quando lui aveva tre mesi, s’erano fatti nuove famiglie: la madre, Catrari Barbara, cameriera in una pizzeria, aveva un uomo e un figlio di anni 7; il padre Michele stava a Fano con la sua nuova compagna. Nonostante l’infanzia anomala, il Festa era cresciuto buono, vivace, poco pretenzioso. Unici sfizi, andare a cavallo e tirare tardi al bar ”Quinto”. Tempo fa aveva assistito a una delle bravate di Costarelli Loris, di anni 20, operaio, internauta col nome ”Piromane82”, abituato a molestare le fidanzatine mancate incendiando portoni e piazzando molotov nei cortili o nelle auto. Costui, per evitare che il Festa testimoniasse contro di lui, nella notte del 26 ottobre l’attirò in uno spiazzo di cemento accando allo stadio e lo colpì alla nuca con una mazza da carpentiere. Poi caricò il cadavere sull’auto, lo portò in un casolare diroccato e lo seppellì senz’arte, sotto un cumulo di pietre, calcinacci e terriccio.