8 novembre 2002
Barbato Fulvio, di anni 28. Napoletano, generoso, aveva messo da parte l’antico sogno di arruolarsi nella Legione Straniera e s’era trasferito a Parma per fare il carpentiere nel consorzio ”Nuovo Cami”
Barbato Fulvio, di anni 28. Napoletano, generoso, aveva messo da parte l’antico sogno di arruolarsi nella Legione Straniera e s’era trasferito a Parma per fare il carpentiere nel consorzio ”Nuovo Cami”. Da tempo, nel suo appartamento alla periferia nord, ospitava l’amico e compaesano Grassi Aldo, di anni 27, carattere non proprio facile, difficoltà nel tenersi un lavoro. Nella sera del 19 ottobre, forse per motivi di soldi, forse d’amore, costui l’accoltellò alla schiena, poi lo strangolò col cavo dell’antenna tv. Poiché ancora si muoveva, lo legò mani e piedi, gli infilò un cappuccio in testa e lo chiuse in un armadio. Infine fuggì a Napoli a bordo della sua Opel Zafira. Il cadavere fu scoperto otto giorni dopo.