Mariarosa Mancuso, ìCorriere della Seraî 05/11/2002, pagina 37, 5 novembre 2002
Maurizio Maggiani comincia a scrivere alle otto in punto, dopo aver fatto colazione con il latte, il caffè, il riso soffiato ed aver fumato la prima sigaretta
Maurizio Maggiani comincia a scrivere alle otto in punto, dopo aver fatto colazione con il latte, il caffè, il riso soffiato ed aver fumato la prima sigaretta. Continua fino all’una, ma tre volte alla settimana prende una pausa alle undici per andare al mercato. Quindi cucina, mangia, si sdraia a leggere sul divano e riprende a scrivere dalle quattro alle sette. Lavora su un computer con uno schermo da 17 pollici a cristalli liquidi ("anche perché ci vedo poco") e stampa su carta Fabriano "bella pesante". Durante il giorno fuma dieci mezzi toscani e si concede un solitario al computer (Klondike) prima di iniziare "e parecchi altri nelle pause". Quanto ai suoi rituali personali: "Mi piace usare per ogni romanzo un carattere tipografico diverso". Di ogni libro arriva a fare dalle 15 alle 30 varianti. Consigli: "In un romanzo puoi anche sbagliare cinque pagine. In un racconto, neanche una riga". Per il titolo si affida a un "bando nazionale" fra gli amici che dura un paio di mesi. L’ultimo, ”E’ stata una vertigine”, lo ha scelto Alberto Rollo. Si tiene in forma camminando o nuotando per quattro o cinque ore, due volte a settimana. La sua tentazione è "leggere le pagine ad alta voce, per migliorarle" ma i lettori "preferiscono fare da soli".