Norberto Fuentes, ìHemingway a Cubaî, Gamberetti Editrice, 11 luglio 1998
Spesso, soprattutto a Natale, Hemingway, circondato da una ventina di ragazzi, attraversava la cittadina di San Francisco De Paula lanciando petardi che scoppiavano in aria
Spesso, soprattutto a Natale, Hemingway, circondato da una ventina di ragazzi, attraversava la cittadina di San Francisco De Paula lanciando petardi che scoppiavano in aria. I suoi razzi preferiti erano quelli da venti centesimi che facevano molto rumore. Gli piacevano pure le bombolette puzzolenti (due per cinque centesimi) avvolte in carta d’alluminio che si facevano scoppiare lanciandole contro il suolo. C’erano anche razzi da 40 e 50 centesimi. I più diffusi erano quelli da cinquanta, di coloro rosso e con una miccia gialla che aveva lo spessore di una sigaretta. Uno dei ragazzi appartenuti alla brigata dello scrittore ricorda: «A Hemingway piaceva spaventare la gente. C’era per esempio un negozio di barbiere a cui ci avvicinavamo silenziosamente, collocando lì vicino una serie di razzi. Quando scoppiavano in rapida successione, facevano un rumore simile a quello di una mitragliatrice: la gente del negozio si buttava sul pavimento dalla paura. Dopo un po’ qualcuno diceva: "Sono stati i ragazzi con i razzi". A volte vedevano che era stato Hemingway e si arrabbiavano: "Cazzo, così grande e grosso com’è questo americano...". Ma non andavano oltre».