Luisa Biondetti, "Dizionario di mitologia classica. Di, eroi, feste", Baldini&Castoldi 1997, 10 luglio 1998
Secondo Aristotele le fave non vanno mangiate e neppure toccate «perché sono simili al sesso». Attraverso il loro gambo privo di nodi, inoltre, passerebbero le anime dei morti
Secondo Aristotele le fave non vanno mangiate e neppure toccate «perché sono simili al sesso». Attraverso il loro gambo privo di nodi, inoltre, passerebbero le anime dei morti. Porfirio sostiene che, sotterrando una fava dentro un vaso, si vedrà spuntare dopo novanta giorni o la testa di un bambino oppure un sesso di femmina.