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 1997  luglio 29 Martedì calendario

Nadia Frey è una donna affascinante. 58 anni, alta, formosa, capelli ed occhi scuri. Lettrice attenta e colta

Nadia Frey è una donna affascinante. 58 anni, alta, formosa, capelli ed occhi scuri. Lettrice attenta e colta. Gentile con i vicini, affabile con i conoscenti. Affettuosa con i propri figli. In casa ha una stanza insonorizzata, dipinta di nero. Alle pareti gabbie d’acciaio e catene. Un po’ ovunque fruste, morsetti, manette. Nadia è una dominatrice. Gli uomini si rivolgono a lei, Mistress Hilda, per essere umiliati e sottomessi. Suoi clienti persone importanti. Avvocati, giudici, politici, anche ispettori della polizia. Persone abituate a comandare stuzzicate dal gusto della propria sottomissione. Mistress Hilda li lega e imbavaglia, li frusta e fa colare sul loro corpo cera bollente. La sua clientela è scelta perché esercita in casa, invece che in uno degli 11 club sadomaso della città. Numero 245, 72 ma strada, Manhattan, spesso parcheggiate davanti l’ingresso Roll’s Royce, Ferrari, auto di lusso. La riservatezza si paga ed una seduta da lei costa 150 dollari l’ora, quanto una dallo psichiatra. La polizia non può far nulla perché in questo genere di rapporti non c’é sesso, anzi, è del tutto assente. Si tratta di un rapporto di pura sottomissione, la padrona concedendosi allo schiavo gli impedirebbe di godere del dominio che su lui esercita. La pratica è tutelata dalla ”Eulenspiegel Society”, dal 1971 lotta per i diritti civili dei sadomasochisti. Nadia-Hilda è stata uccisa con quattro colpi di pistola. Nella sua casa la polizia ha trovato alcune agendine e videocassette. In queste molti volti noti. L’alta società di New York è in agitazione.