Fabio Gambaro, LíEspresso, 13/03/1997, 13 marzo 1997
Simone De Beauvoir, compagna di Jean Paul-Sartre, visse per anni una relazione passionale e travagliata con lo scrittore Nelson Algren
Simone De Beauvoir, compagna di Jean Paul-Sartre, visse per anni una relazione passionale e travagliata con lo scrittore Nelson Algren. I due si incontrarono una mattina di febbraio a Chicago, nel 1947. Lei aveva 39 anni, lui uno di meno. Al tempo Algren, ancora poco famoso nonostante avesse già pubblicato un paio di romanzi, viveva appartato, amava i bassifondi, la birra, il poker e la musica jazz, aveva simpatie di sinistra e l’Fbi lo teneva d’occhio come potenziale sovversivo. La Beauvoir, per lui, tornò in America, con lui viaggiò in Europa. In quindici anni, tra un viaggio e l’altro, si scrissero 304 lettere, continuando peraltro a darsi del lei: «L’aspetto, la desidero. Mi prenda tra le braccia, mi baci e faccia di me la sua donna». L’autrice del Secondo sesso, che tanto aveva criticato il matrimonio borghese, si rivolgeva all’amante chiamandolo «marito amatissimo» e giurandogli che sarebbe stata «sua moglie per sempre». Si definiva «un’obbediente sposa araba» e prometteva: «Sarò buona, laverò i piatti, farò le pulizie, andrò a comprare le uova e il dolce al rum, non le toccherò i capelli, le guance o la spalla senza la sua autorizzazione». Ma poi aggiungeva: «Divento stupida, vede, ed ero una donna intelligente, o almeno così si diceva. Devo amarla veramente tanto per essere diventata così stupida».