Enrico Benedetto, La Stampa 23/07/1998; Cristiana Bindi, Avvenimenti 02/08/1998, 23 luglio 1998
Sulle sponde del Mar Nero sono emersi dagli scavi gli scheletri di donne sepolte tre millenni e cinque secoli fa
Sulle sponde del Mar Nero sono emersi dagli scavi gli scheletri di donne sepolte tre millenni e cinque secoli fa. Una malformazione comune, le gambe arcuate, e il corredo funebre, arco e pugnale, testimoniano che si trattava di guerriere a cavallo. La scoperta della équipe russo-americana diretta da Jeannine Davis-Kimball ha un precedente: tra il 1950 e il 1960 alcuni archeologi sovietici scoprirono sul fondo di una tomba a pozzo, sulla costa del Mar di Azov, lo scheletro di una giovane donna e accanto al teschio due punte di lancia, una faretra con 20 frecce e una corazza di ferro lamellato. Si trattava di una guerriera sarmata vissuta tra il IV ed il III secolo a.C. Queste scoperte potrebbero riscattare dalla leggenda le Amazzoni, di cui si ha la prima testimonianza letteraria nell’Iliade di Omero. Proprio sul mare di Azov Ippocrate localizzava le donne guerriere: facevano parte di una stirpe scita , i Sauromati, e rimanevano vergini fino a quando non avessero ucciso tre nemici. Il loro nome derivava dall’usanza di atrofizzare il seno destro fin da bambine con uno strumento rovente di bronzo, per arrestarne la crescita e spostare la forza e la robustezza nella spalla e nel braccio destri: in greco”a-mazos” significa ”senza seno”.