Roberto Ciuni, "I peccati di Capri", New Deal, 1998, 29 luglio 1998
La Capri dell’immediato dopoguerra «quattro stravaganti in perenne trasferta, i cocainomani eredi del barone Fersen, gli esibizionisti, i turisti americani miliardari, gli intrallazzatori della ricostruzione, categorie umane già pronte a recitare la dolce vita ovunque» e tuttavia copia sbiadita della Capri tra le due guerre «quella delle regine residenti, della colonia lesbica, dei ragazzini a pagamento e delle ville fornite di fumerie d’oppio»
La Capri dell’immediato dopoguerra «quattro stravaganti in perenne trasferta, i cocainomani eredi del barone Fersen, gli esibizionisti, i turisti americani miliardari, gli intrallazzatori della ricostruzione, categorie umane già pronte a recitare la dolce vita ovunque» e tuttavia copia sbiadita della Capri tra le due guerre «quella delle regine residenti, della colonia lesbica, dei ragazzini a pagamento e delle ville fornite di fumerie d’oppio».