Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1998  luglio 29 Mercoledì calendario

«La società caprese, quasi tutta non caprese, è in gran parte un misto di fannulloni, di falsi nobili, di piccoli borghesi che scimmiottano i falsi nobili, di invertiti, di drogati, eccetera

«La società caprese, quasi tutta non caprese, è in gran parte un misto di fannulloni, di falsi nobili, di piccoli borghesi che scimmiottano i falsi nobili, di invertiti, di drogati, eccetera. E io la disprezzo, non la frequento e come me la disprezzano tutti i capresi» (Curzio Malaparte sul ”Risorgimento” del 13/8/1950). Malaparte, con questo giudizio, voleva correggere un giudizio precedente, riportato da ”France-Dimanche” che l’aveva intervistato per il suicidio di Jane Zweigart (vedi scheda): «[Capri] è il posto più ignobile del mondo. La natura è splendida ma gli uomini sono cattivi, gretti, deboli, vili. Con chi è solo sono spietati». Queste parole - unite alla descrizione di Napoli contenuta ne La pelle - avevano definitivamente deteriorato i rapporti dello scrittore con l’isola. Una manifestazione popolare, dopo molti incidenti, l’aveva costretto ad allontanarsi per qualche tempo dalla sua villa La Matta (17/8/1950).