Roberto Ciuni, "I peccati di Capri", New Deal, 1998, 29 luglio 1998
«Per i futuristi il vaporetto che portava a Capri era ”un serraglio famelico”. Scrivevano l’elogio della luce artificiale e l’anatema degli spaghetti; avrebbero voluto che le osterie si chiamassero ”quisibeve”, le trattorie ”quisimangia”, gli italiani non si cibassero che di energiche bistecche; erano capaci di dar titolo Motoscafo in corsa ad un quadro di soli schiuma e spruzzi e Palizzata di gambe al forno ad una visione di donne intente ad abbronzarsi»
«Per i futuristi il vaporetto che portava a Capri era ”un serraglio famelico”. Scrivevano l’elogio della luce artificiale e l’anatema degli spaghetti; avrebbero voluto che le osterie si chiamassero ”quisibeve”, le trattorie ”quisimangia”, gli italiani non si cibassero che di energiche bistecche; erano capaci di dar titolo Motoscafo in corsa ad un quadro di soli schiuma e spruzzi e Palizzata di gambe al forno ad una visione di donne intente ad abbronzarsi».