Roberto Ciuni, "I peccati di Capri", New Deal, 1998, 29 luglio 1998
Edda Ciano a Capri in viaggio di nozze, accolta da un tripudio di folla. Cena al Quisisana: «In altre circostanze manifestazioni del genere non mi avrebbero imbarazzata affatto, mpa il pensiero che tutta quella gente fosse lì a fissarmi come un agnello pronto al sacrificio, sapendo benissimo quel che sarebbe accaduto, mi riempiva di vergogna»
Edda Ciano a Capri in viaggio di nozze, accolta da un tripudio di folla. Cena al Quisisana: «In altre circostanze manifestazioni del genere non mi avrebbero imbarazzata affatto, mpa il pensiero che tutta quella gente fosse lì a fissarmi come un agnello pronto al sacrificio, sapendo benissimo quel che sarebbe accaduto, mi riempiva di vergogna». «In albergo - avevano un appartamento di quattro stanze al terzo piano, vista a Sud - il temperamento di Edda cedette all’imbarazzo dell’età immatura: aveva meno di vent’anni. ”Non riusco a inghiottire neppure un boccone della cena tanto mi sentivo paralizzata... per la prima volta in vita mia mi trovavo sola a un tavolo con un uomo... il bell’entusiasmo aveva lasciato il posto a un terribile panico... alla fine mi barricai nel bagno: ’se ti avvicini, mi butto in mare dalla cima dei Faraglioni’ dissi a mio marito”». Dopo la guerra, mandata al confino a Lipari, dove fu benvoluta. La sera del 25 giugno 1946 «stava cenando al ristorante Nizza con una delle amiche lipariote. La raggiunse il tenente dei carabinieri: in virtò dell’amnistia governativa di tre giorni prima era libera, e ritiravano la sorveglianza. ”La notizia la lascim completamente indifferente. ’E così’ disse ’bisogna ricominciare...’” (Sandro Viola, ”L’Europeo” 11/5/1947)».