Questo sito utilizza cookies tecnici (propri e di terze parti) come anche cookie di profilazione (di terze parti) sia per proprie necessità funzionali, sia per inviarti messaggi pubblicitari in linea con tue preferenze. Per saperne di più o per negare il consenso all'uso dei cookie di profilazione clicca qui. Scorrendo questa pagina, cliccando su un link o proseguendo la navigazione in altra maniera, acconsenti all'uso dei cookie Ok, accetto

 1998  luglio 29 Mercoledì calendario

Il tribunale di Napoli, descritto da Rinaldo Schmidt alias Alexander Olinda (in Ferdinando Russo La camorra) nel 1907: «A Castelcapuano ”i giudici portano una specie di camicione nero con un colletto a ruota e una berretta di piume bianca”; al primo piano, nel vastissimo salone settecentesco della corte d’appello, tra statue e mezzibusti di marmo, i tavoli da lavoro degli avvocati, ”vecchi signori ben pasciuti e con occhiali giganti, grossi ragni alla ricerca di prede da attirare nella ragnatela”, sommersi da codici e pandette; accanto a loro, ”scribacchini dall’asptto di affamati”; all’uscio di ogni aula di giustizia, un soldato di guardia con il fucile a pied’arm; nei corridoi, per le scale, ”fole di tutti i ceti sociali a spingersi, a strignersi, ad urtarsi, muovendosi di qua e di là»

Il tribunale di Napoli, descritto da Rinaldo Schmidt alias Alexander Olinda (in Ferdinando Russo La camorra) nel 1907: «A Castelcapuano ”i giudici portano una specie di camicione nero con un colletto a ruota e una berretta di piume bianca”; al primo piano, nel vastissimo salone settecentesco della corte d’appello, tra statue e mezzibusti di marmo, i tavoli da lavoro degli avvocati, ”vecchi signori ben pasciuti e con occhiali giganti, grossi ragni alla ricerca di prede da attirare nella ragnatela”, sommersi da codici e pandette; accanto a loro, ”scribacchini dall’asptto di affamati”; all’uscio di ogni aula di giustizia, un soldato di guardia con il fucile a pied’arm; nei corridoi, per le scale, ”fole di tutti i ceti sociali a spingersi, a strignersi, ad urtarsi, muovendosi di qua e di là».