Roberto Ciuni, "I peccati di Capri", New Deal, 1998, 29 luglio 1998
«Tra volontari e preterinzionali, s’erano contati nel 1902 a Napoli 523 omicidi, la gran parte dei quali avvenuti, più che per motivi di camorra, per furia d’amore>
«Tra volontari e preterinzionali, s’erano contati nel 1902 a Napoli 523 omicidi, la gran parte dei quali avvenuti, più che per motivi di camorra, per furia d’amore>. Aggiunti alle 7341 lesioni personali ed agli 859 casi di rapina, estorsioni e ricatti denunziati, davano un’idea del quadro criminale cittadino. Nelle statistiche fornite all’inaugurazione dell’anno giudiziario dal procuratore generale del re, cavalier Pappalardo, il reato commesso da Christian Wilhelm Allers, rientrava nell’ambito dei ”delitti contro il buon costume e l’ordine della famiglia”: 1491 denunce in un anno. A parte la prostituzione femminile esercitata nei bordelli autorizzati di Chiaia, oppure - infimo gradino - nei vicoli dell’Imbrecciata a Porta Capuana, esisteva un forido parallelo mercato maschile del sesso organizzato allo stesso modo. Fatta irruzione a vico Quaranta nella casa di don Ferdinando Esposito detto ’O Perticone, mediatore di prostitute, i poliziotti trovarono un quaderno dove, insieme ai nomi delle padrone dei bordelli più famosi (donn’Arcangela alla Speranzella, donna Rosaria al Ponte di Tappia, Carmela ’a Pisciasotto, Luisella ai Panettieri) ed alle loro ordinazioni, appariva la lunga lista delle donne da mettere all’arte. (’due pacchiane, maritate sotto i trent’anni, una cafona di Acerra, giovane ma un poco sciupatella, una forestiera di Roma svelta e pulita che prima faceva la cameriera a Caserta, una vergine di 16 anni che non la cederebbe per meno di cento lire, una moglie di cavalieri dalle dieci antimeridiane alle quattro e trenta pomeridiane nelle quali il marito sta all’ufficio...”) per finire con le candidature maschili: ”cinque fanciulli disponibili per i signori forestieri, specialmente per gli inglesi...”».