Francesca Pini, Sette 30/07/1998, 30 luglio 1998
Ennio Morricone, mentre lavorava con Pasolini a Uccellacci e Uccellini, chiese un testo per una sua composizione per orchestra d’archi pensata per strumenti poveri (fisarmonica, clarinetto, chitarra
Ennio Morricone, mentre lavorava con Pasolini a Uccellacci e Uccellini, chiese un testo per una sua composizione per orchestra d’archi pensata per strumenti poveri (fisarmonica, clarinetto, chitarra...) usati solitamente da quelli che a Roma si chiamano posteggiatori, gente che suona e chiede l’elemosina. Pasolini intese per posteggiatore quello delle automobili, immaginandolo anche come un personaggio del Duecento, così scrisse una lirica che a Morricone risultò incomprensibile, ma fu così gentile da spiegargliela con una sua nota.