Luciano De Crescenzo, "Il tempo e la felicit", Mondadori 1998, 31 luglio 1998
Seneca in vacanza: «Caro Lucilio, abito sopra uno stabilimento balneare: da ogni parte mi circonda un chiasso pazzesco
Seneca in vacanza: «Caro Lucilio, abito sopra uno stabilimento balneare: da ogni parte mi circonda un chiasso pazzesco. Immagina tutti i rumori della terra e ne avrai un’idea: il bagnante che si tuffa in piscina, l’attaccabrighe che urla, il ladro colto sul fatto, i ragazzi che giocano a palla, quelli che contano i punti ad alta voce, i campioni sportivi che sollevano le sfere di piombo, gemendo o fingendo i gemere, e quelli a cui piace sentire la propria voce mentre fanno il bagno. Odo perfino i rumori di una comune frizione e distinguo il massaggio fatto con la mano aperta da quello fatto con la mano concava. Aggiungi a tutto questo il depilatore che parla in falsetto, i venditori di bibite, di salsicce e di dolci, i garzoni di bottega, ciascuno con una propria inflessione di voce, e avrai un’idea approssimativa delle mie vacanze». In una villa patrizia di piazza Armerina, mosaico con ragazze che prendono il bagno ”in bikini” (una striscia di stoffa intorno al seno e un’altra intorno ai fianchi).