Luciano De Crescenzo, "Il tempo e la felicit", Mondadori 1998, 31 luglio 1998
Erostrato, giunto a ottant’anni e non avendo compiuto niente di rimarchevole, diede fuoco al tempio d’Atena in Efeso e, piazzatosi davanti alle fiamme, urlava: «Cittadini di Eefeso! Fui io a incendiare il tempio! Ricordatelo ai vostri figli! Dite loro il mio nome: E-ro-stra-to!» Al che gli arconti lo fecero portar via dalle guardie ma senza arrestarlo
Erostrato, giunto a ottant’anni e non avendo compiuto niente di rimarchevole, diede fuoco al tempio d’Atena in Efeso e, piazzatosi davanti alle fiamme, urlava: «Cittadini di Eefeso! Fui io a incendiare il tempio! Ricordatelo ai vostri figli! Dite loro il mio nome: E-ro-stra-to!» Al che gli arconti lo fecero portar via dalle guardie ma senza arrestarlo. Stabilirono invece multe salatissime per chiunque ne avesse pronunciato il nome.