Luciano De Crescenzo, "Il tempo e la felicit", Mondadori 1998, 31 luglio 1998
«A Napoli finire nelle chiavette sta per ”entrare nel difficile”, questo perché su un clarinetto una tonalità può essere impostata in due modi diversi: o coprendo i buchi con i polpastrelli, o agendo sulle chiavette
«A Napoli finire nelle chiavette sta per ”entrare nel difficile”, questo perché su un clarinetto una tonalità può essere impostata in due modi diversi: o coprendo i buchi con i polpastrelli, o agendo sulle chiavette. Ebbene, a detta degli esperti, quello delle chiavette sarebbe il metodo più difficile: provare per credere».