Roberto Zanini, Il Messaggero 01/07/1998, 1 luglio 1998
Il principe Jefri, fratello del sultano del Brunei Haji Hussanal, licenziato perché responsabile del fallimento della holding che investe all’estero i profitti del petrolio (la Brunei Investment Agency), è scomparso con otto miliardi di dollari (15 mila miliardi di lire)
Il principe Jefri, fratello del sultano del Brunei Haji Hussanal, licenziato perché responsabile del fallimento della holding che investe all’estero i profitti del petrolio (la Brunei Investment Agency), è scomparso con otto miliardi di dollari (15 mila miliardi di lire). Il gigantesco ammanco nelle casse della Amedeo Development Comp (uno dei pilastri del gruppo Brunei Investment Agency) potrebbe avere conseguenze drammatiche anche per le dissestate economie di molti paesi del sudest asiatico a cui il Brunei garantiva prestiti presso il Fondo monetario internazionale. Lo staterello adagiato nel Borneo e ricco di petrolio e gas naturale, ha un prodotto interno lordo per abitante come la Spagna o l’Irlanda, con la differenza che nel Brunei ogni dollaro è del sultano e nulla appartiene ai 300.000 abitanti, un quinto dei quali analfabeti. Il fratello del secondo uomo più ricco del mondo (il primo è Bill Gates) non è nuovo a scandali e sperperi folli: una ex Miss America ha chiesto miliardi di danni per essere stata ridotta per un mese in schiavitù sessuale nell’harem del principe; una delle sue quattro mogli chiede altri miliardi per essere stata costretta ad orge saffiche nel palazzo reale davanti all’erede al trono. Jefri è noto anche per aver allestito una rete mondiale di lussuosi appartamenti con donne bellissime disponibili 24 ore su 24, nonché per possedere la più costosa collezione mondiale di oggetti erotici.