Enrico Martinet, La Stampa 01/08/1997, 1 agosto 1997
Il caldo sta sciogliendo i ghiacciai alpini. Conche ghiacciate nelle catene delle Marittime e delle Giulie si sono liquefatte negli ultimi venti anni
Il caldo sta sciogliendo i ghiacciai alpini. Conche ghiacciate nelle catene delle Marittime e delle Giulie si sono liquefatte negli ultimi venti anni. Perfino i ghiacciai delle Alpi ”più fredde”, come quelle Centrali, stanno regredendo in modo inesorabile. Nel 1958 in Italia c’erano 1036 ghiacciai, nel 1989 erano scesi a 1014. « da un secolo che i ghiacciai si ritirano, ma da venti assistiamo a una accelerazione notevole a causa dell’innalzamento della temperatura», dice il professor Augusto Biancotti, direttore del dipartimento di Scienze della Terra dell’Università di Torino e ”past president” del Comitato glaciologico italiano. Il pericolo nuovo per le valli alpine è «lo squilibrio dovuto all’arretramento dei ghiacci. La conseguenza è il disastro naturale, la frana. La novità sta proprio in crolli di fronti glaciali, invece che i graduali arretramenti di questi anni». Alpinisti ed escursionisti corrono quindi più rischi perché si trovano di fronte a un fenomeno finora sconosciuto. Il ritiro dei ghiacciai ha anche conseguenze economiche: minor afflusso idrico ai bacini artificiali che servono le aziende elettriche e riduzione delle superfici sciabili in estate.