Concetto Marchesi, ìIl Sole-24 Oreî 02/08/1998, 2 agosto 1998
Seneca. «Non importa viver molto, ma viver bene; non è grande cosa vivere: è grande cosa morire con onestà, con prudenza, con forza: perché solo la morte farà giudicare di noi, la morte che chiude l’accesso a tutte le passioni e fa entrare il giudice incorruttibile che darà la sentenza
Seneca. «Non importa viver molto, ma viver bene; non è grande cosa vivere: è grande cosa morire con onestà, con prudenza, con forza: perché solo la morte farà giudicare di noi, la morte che chiude l’accesso a tutte le passioni e fa entrare il giudice incorruttibile che darà la sentenza. La vita è una rappresentazione teatrale: non la durata importa, ma il modo come è stata eseguita... La vita, se manca la virtù del morire, è una servitù. Pensare alla morte, vuol dire pensare alla libertà. Chi ha imparato a morire ha disimparato a servire» (Lucio Anneo Seneca, La dottrina morale, a cura di Concetto Marchesi).