Mauro della Porta Raffo, il Giornale 02/08/1998, 2 agosto 1998
Il 3 agosto 1778, 220 anni fa, fu inaugurato a Milano il Teatro alla Scala. Fu costruito nell’area allora occupata dalla chiesa di santa Maria della Scala, da cui il nome, per volontà dell’imperatrice d’Austria Maria Teresa, che affidò il progetto al Piermarini
Il 3 agosto 1778, 220 anni fa, fu inaugurato a Milano il Teatro alla Scala. Fu costruito nell’area allora occupata dalla chiesa di santa Maria della Scala, da cui il nome, per volontà dell’imperatrice d’Austria Maria Teresa, che affidò il progetto al Piermarini. Fin dalle origini non fu solo il centro della vita artistica, ma anche l’espressone della vita sociale e politica dell’intero Paese. Sede prediletta degli avvenimenti a cui si voleva garantire grande eco, vi si svolsero prima feste da ballo gratuite in occasione dell’incoronazione di Giuseppe II d’Austria nel 1780 e della nascita del figlio dell’imperatore Francesco II nel 1793, poi assurse a simbolo dell’indipendenza italiana: nel 1797, cessata momentaneamente la dominazione asburgica, vi fu rappresentata la tragedia-ballo repubblicana Bruto e il palco reale fu smembrato in sei diversi palchetti per il ”popolo libero”. Alla Scala venivano festeggiate le vittorie napoleoniche e lì, al ritorno degli Austriaci, continuavano a incontrarsi Silvio Pellico, Vincenzo Monti, Federico Confalonieri, Carlo Porta, e si svolgevano le dimostrazioni durante le guerre d’indipendenza. Dopo l’affrancamento dai dominatori si misero in scena straordinarie rappresentazioni alla presenza di Vittorio Emanuele II. Spenta la seconda guerra mondiale divenne il simbolo forte della volontà di ricostruzione di una Milano che si identificava nella Scala: già nel 1946 il teatro fu inaugurato dopo essere stato guarito dalle ferite dei bombardamenti. Rigorosamente italiani gli autori: musiche di Puccini, Boito, Verdi e Rossini.