Gabriele DíAutilia "Líet giolittiana 1900 - 1915", Editori Riuniti, 3 agosto 1998
Giolitti voleva che lo Stato avesse anche il monopolio delle assicurazioni sulla vita: «L’assicurazione sulla vita non è che una forma di risparmio, con questo carattere speciale, che gli impegni verso l’assicurato non vengono a scadenza che dopo una lunga serie di anni, da venti almeno a quaranta e più; per cui si richiede la certezza che, quando venga il giorno in cui gli impegni debbono esser mantenuti, l’assicuratore sia in grado di farlo [
Giolitti voleva che lo Stato avesse anche il monopolio delle assicurazioni sulla vita: «L’assicurazione sulla vita non è che una forma di risparmio, con questo carattere speciale, che gli impegni verso l’assicurato non vengono a scadenza che dopo una lunga serie di anni, da venti almeno a quaranta e più; per cui si richiede la certezza che, quando venga il giorno in cui gli impegni debbono esser mantenuti, l’assicuratore sia in grado di farlo [...] Ora l’Ente che presenta le maggiori garanzie in tal senso è lo Stato, il quale nel mio progetto garantiva le operazioni dell’Istituto». Nacque poi l’Ina (1912), ideato da Francesco Saverio Nitti e organizzato da Alberto Beneduce e Vincenzo Giuffrida.