Paolo Biondani,îCorriere della Seraî 02/08/1998, 2 agosto 1998
Contro Carlo Madaro, il pretore di Maglie (Lecce) che accolse i ricorsi dei malati che chiedevano di essere curati gratis con la somatostatina, è stata avviata un’azione disciplinare dal guardasigilli Flick e instaurato un conflitto di attribuzioni dal Governo dinanzi alla Corte Costituzionale
Contro Carlo Madaro, il pretore di Maglie (Lecce) che accolse i ricorsi dei malati che chiedevano di essere curati gratis con la somatostatina, è stata avviata un’azione disciplinare dal guardasigilli Flick e instaurato un conflitto di attribuzioni dal Governo dinanzi alla Corte Costituzionale. Col primo provvedimento il giudice è accusato di avere strumentalizzato l’attività giudiziaria per fini politici: al centro dell’attenzione dei media per il caso Di Bella, dichiarava nelle interviste di voler candidarsi per il centro-destra pur avendo una formazione e una sensibilità di sinistra e polemizzava contro il ministro Rosi Bindi («condizionata dalle lobbies»), il primo ministro Romano Prodi («prese in giro 600 malati di tumore invitandoli a proseguire con la chemioterapia»), il presidente Oscar Luigi Scalfaro («poteva inviare un messaggio alle camere per invitarle a legiferare, senza senza aspettar la pronuncia della Corte»). Pochi mesi dopo chiese l’aspettativa per poter partecipare alle elezioni del collegio di Lecce. La causa dell’iniziativa del Governo, invece, è l’ultima ordinanza con cui il pretore, chiedendo di esaminare le pratiche della sperimentazione che ha bocciato la cura, avrebbe esercitato una funzione che a lui non spettava