Gabriele DíAutilia "Líet giolittiana 1900 - 1915", Editori Riuniti, 3 agosto 1998
«La borghesia dell’Italia giolittiana riunisce figure molto diverse: burocrati, professionisti, imprenditori, commercianti, proprietari terrieri grandi e piccoli, ma soprattutto impiegati del settore pubblico e privato
«La borghesia dell’Italia giolittiana riunisce figure molto diverse: burocrati, professionisti, imprenditori, commercianti, proprietari terrieri grandi e piccoli, ma soprattutto impiegati del settore pubblico e privato. Il numero degli impiegati statali in questi anni registra un incremento significativo: da 126.000 nel 1891 raggiunge la cifra di 376.000 nel 1910. Importante poi è il tipo di specializzazione richiesta ai nuovi notabili: sono medici, ingegneri sanitari, veterinari, geometri, i nuovi professionisti che invadono soprattutto gli enti locali. Cambia anche in parte la composizione socio-culturale parlamento: tra il 1892 e il 1913 diminuisce il numero dei proprietari terrieri e aumenta quello degli avvocati e dei notai (dal 40 al 48%). Complessivamente i laureati in materie giuridiche passano da circa 5000 nel 1890 a 9000 nel 1914, molti se confrontati con i laureati in materie letterarie che negli stessi anni passano da 1000 a 2700. Il numero di avvocati e di procuratori aumenta soprattutto nel centro e nel sud, dove questi non sempre riescono a raggiungere posizioni di prestigio, al punto di dover escogitare mezzi discutibili per inserirsi nel mondo lavorativo a livello locale».