Franco Modigliani a Roberto Petrini, ìla Repubblicaî 04/08/1998; Paul Samuelson a Stefano Trincia, ìIl Messaggeroî 04/08/1998; Galapagos, ìil manifestoî 04/08/1998, 4 agosto 1998
Secondo il Nobel per l’economia Franco Modigliani il fenomeno della disoccupazione in Europa, attualmente all’11 per cento, è un effetto della politica restrittiva inaugurata dalla Bundesbank, ereditata dalla Banca centrale di Francoforte e può essere corretto se si stempera questa austerità, che non conviene all’Europa, ma si adatterebbe ad una economia in epansione
Secondo il Nobel per l’economia Franco Modigliani il fenomeno della disoccupazione in Europa, attualmente all’11 per cento, è un effetto della politica restrittiva inaugurata dalla Bundesbank, ereditata dalla Banca centrale di Francoforte e può essere corretto se si stempera questa austerità, che non conviene all’Europa, ma si adatterebbe ad una economia in epansione. Un segnale in questo senso c’è stato: lo stesso presidendente della Bce, Duisemberg, ha chiesto a Fazio di abbassare i tassi e lo ha rimproverato perchè ha tirato troppo la corda. Intanto si affaccia lo spettro della crisi asiatica: la moneta giapponese in nove mesi si è svalutata del 10,5% e il governo dichiara di non volere intervenire e di voler lasciare al mercato il compito di determinare la quotazione. Incapace di rilanciare la domanda interna Tokyo sfrutta la debolezza dello yen per alimentare quella estera, destabilizzando gli altri paesi. Il rischio è che la Cina si protegga dalla concorrenza dello yen svalutando lo yuan (d’altronde a Hong Kong la difesa del cambio avviene a spesa dell’occupazione e della produzione). Inoltre il Giappone è il primo investitore di titoli di stato americani: il risparmio nipponico finanzia il debito pubblico statunitense e non l’economia interna, accentuando la depressione dello yen. A questo proposito il Nobel Paul Samuelson afferma che il flusso di capitali stranieri verso Wall Steet non si è mai interrotto. Ma il Pil è comunque in calo, a causa del lungo sciopero della General Motors e dell’incidenza della crisi asiatica sulle esportazioni. La recessione globale può essere scongiurata da un cambiamento di rotta del governo giapponese e dalla decisione della Federal Reserve di non alzare più i tassi. La stabilizzazione discenderebbe dal consguente rallentamento dell’espansione degli Usa ad un più fisiologico 2 per cento