ìNew Scientistî, 31/07/1998, 31 luglio 1998
INFERNO E PARADISO
Nel numero 11 del 1972 (pagina A14) della rivista scientifica inglese ”Applied Optics” si affermava che la temperatura dell’inferno doveva essere appena inferiore a 718 gradi Kelvin a pressione atmosferica (444,67 gradi Celsius), temperatura di ebollizione dello zolfo. La ragione di ciò nel versetto 21:8 delle Rivelazioni, nella Bibbia, in cui è scritto che nell’Inferno c’è «un lago in cui bruciano fuoco e zolfo fuso». Nello stesso articolo si leggeva che nel versetto 30:26 del libro di Isaia è scritto che in Paradiso «la luce della luna brilla come quella del sole, e quella del sole è sette volte maggiore, come la luce di sette giorni» e quindi, applicando la legge di Stefan-Boltzmann che afferma che la temperatura di un oggetto in equilibrio termico è proporzionale alla radice quarta della quantità di luce che riceve, ne derivava che la temperatura del Paradiso doveva essere di 798 gradi Kelvin, cioé almeno 524 gradi Celsius. Quindi il Paradiso sarebbe più caldo dell’Inferno di almeno 80 gradi Celsius. Nell’ultimo numero di ”Phisics Today” (altra rivista scientifica inglese) però, Jorge Mira Pérez e Jose Viña, fisici dell’Università di Santiago de Compostela, in Spagna, dicono che l’articolo di ”Applied Optics” giungeva a conclusioni errate perché interpretava il passaggio biblico di Isaia intendendo che l’illuminazione del Paradiso sarebbe sette volte sette quella della Terra, cioé 49 volte maggiore. La giusta esegesi la fornisce invece il Vescovo Eugenio Ramiro Pose di Madrid, confermando che la luce del Sole andrebbe moltiplicata per un solo fattore sette: il nuovo calcolo porta ad una temperatura di 504,5 gradi Kelvin, cioé 231,34 gradi Celsius, l’Inferno è quindi più caldo del Paradiso.